Corriere del Mezzogiorno - Tasse e manovra anticrisi. E' l'assessorato al Bilancio
Quello che fa l'assessorato al Bilancio o non si vede per nulla e sfugge all'attenzione della gran parte dei cittadini, per esempio la programmazione dei fondi europei. Oppure si nota fin troppo e a ragione: per esempio la gestione della leva fiscale con tanto di aumento delle imposte. L'assessorato regionale al Bilancio, programmazione, economato, ragioneria e finanze è stato retto fino all'autunno del 2008 da Francesco Saponaro (manager di nomina vendoliana transitato nel Pd). Subito dopo è passato nelle mani del democratico Michele Pelillo. Attaccare quell'assessorato significa aggredire la politica complessiva della giunta. Ecco perchè si tratta di un settore spesso al centro di infuocate polemiche. L'ultima, pochi giorni fa, ha riguardato l'impiego dei fondi Ue, con l'opposizione a menare scandalo sulla mancata spesa. E Pelillo a rivendicare e con orgoglio "che per la prima volta sono stati utilizzati tutti i fondi della programmazione comunitaria, quella 2000-2006". Conviene partire da qui. 1) La spesa dei fondi Ue. E' una partita complessa che richiede capacità di programmazione, controllo, spesa e rispetto delle norme imposte dalla Ue. Il 30 giugno 2009 era la data ultima entro la quale rendicontare (certificare) a Bruxelles la spesa dei fondi 2000-2006 (in genere si concede un biennio oltre la scadenza dell'ultimo anno, ma il governo italiano negoziò una benefica proroga di sei mesi). 2) Le cifre della spesa. I dati forniti dall'assessorato dicono molto. I fondi previsti erano quattro: Fesr (sviluppo) aveva un programma di 3,4 miliardi di finanziamento pubblico; sono stati eseguiti pagamenti per 3,6 miliardi; Feoga (agricoltura): dotazione di 814 milioni, spesa di 889; Fse (sociale): dotazione di 877 milioni spesa di 941; Sfop (pesca): dotazione di 70,8 milioni, spesa di 64,8. A parte il piccolo fondo Pesca (tradizionalmente sottoutilizzato), per tutti gli altri si è speso più del programmato. Questo perchè si riesce a finanziare progetti "coerenti" con il fondo. 3) Le perdite sì o no. Si è speso tutto oppure no? L'opposizione sostiene che si sono persi 392 milioni. Per la precisione: 163 per la mancata costruzione dei dissalatori, 50 per la mancata bonifica di Taranto, 52 dalla formazione professionale (Fse), 127 per la sanzione dovuta al sistema di controllo considerato insufficiente. Ebbene, le prime due non sono da considerarsi perdite: quei progetti (dissalatori e bonifica) non sono stati realizzati, ma le risorse sono state impiegate per altro. I 52 milioni di formazione professionale sono stati effettivamente persi: ma nel 2005, l'anno di passaggio tra un'amministrazione e l'altra. I 127 milioni di sanzione sono "sub judice": la Regione ha fatto ricorso per la sanzione inflitta da Bruxelles. 4) Programmazione 2007-2013. Per effetto della regola comunitaria "anno +2", al 31 dicembre 2009 arrivava a scadenza la prima rendicontazione di due programmi: Fesr e Fse, mentre quello agricolo del Feasr è prevista per il 31 dicembre 2010. Entrambi i traguardi sono stati raggiunti: il Fesr ha speso 314 milioni sui 311 programmati, il Fse 76,2 rispetto ai 76,1 programmati. 5) La manovra anticrisi. Come si vede, una massa enorme di risorse messe in circolo, di cui una larga parte (oltre 700 milioni) è stata destinata ad agevolare o incentivare le imprese. E' la ragione per la quale, secondo Pelillo, dal 2004 al 2008 la Puglia ha registrato risultati brillanti in economia. Bisognerà vedere tra breve i risultati del 2009 che è stato certamente l'anno più critico del periodo di recessione. La Regione lamenta la mancata erogazione, da parte del governo centrale, dei fondi Fas: in totale 3,1 miliardi. [...]
Da "Corriere del Mezzogiorno" del 14 marzo 2010 (pag. II)
Data Pubblicazione sul portale: 15 Marzo 2010 Fonte: Corriere del Mezzogiorno Aree Tematiche: Sistema Puglia, Rassegna Stampa Redazione: Redazione Sistema Puglia Letto: 66 volte