"Il Governo cinese effettuerà una missione di acquisto a fine giugno in Italia per acquistare beni strumentali e prodotti italiani, in particolare energia e tecnologia. Si tratta di uno shopping di rilievo non solo per la quantità di aziende italiane coinvolte, ma soprattutto perché avverrà a ridosso del G8 e perché sancisce una nuova partnership commerciale e politica tra Italia e Cina". Lo ha annunciato il Vice Ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, dopo aver incontrato a Pechino l'omologo cinese Gao Huceng, a cui oggi ha consegnato una lista di oltre 300 aziende italiane interessate a vendere beni e prodotti a investitori cinesi.
"La lista è stata elaborata d'intesa con Ice, Confindustria, Confapi e diverse associazioni di categoria, da Ucimu a Federmacchine, - spiega Urso - Quasi la metà delle aziende presenti nella lista appartengono al settore dei macchinari, il resto ai comparti moda e arredo-casa, farmaceutica, agro-alimentare e alta e altissima tecnologia. Per il Vice Ministro Urso "questa missione sta gettando nuove basi alla nostra partnership economica, aprendo di fatto una nuova fase nei rapporti commerciali con diversi progetti che potrebbero realizzarsi a breve". Come quello legato al tema della infrastrutture, e in particolare un progetto cinese in Sicilia promosso dal gruppo HNA (holding cinese attiva nella logistica con un fatturato di oltre 25 miliardi di euro) che porterebbe alla creazione di un aeroporto intercontinentale nella Sicilia orientale e a una piattaforma logistica integrata nel triangolo che va dal porto di Augusta all'aeroporto di Catania. Il Vice Ministro ha infatti incontrato a Pechino anche Wang Jan, amministratore delegato di HNA, per discutere i dettagli del piano. "HNA ha chiesto al governo italiano facilità di concessioni e sostegno politico - sottolinea Urso - da parte nostra abbiamo assicurato ogni possibile appoggio, assieme agli sforzi che farà la Regione siciliana e che sono stati già assicurati dal presidente Lombardo quando la delegazione cinese è venuta in Sicilia lo scorso febbraio per una missione esplorativa. L'insediamento di HNA in Sicilia potrebbe portare nell'isola lavoro e sviluppo, anche perché le navi che approderanno ad Augusta porteranno prodotti semilavorati che dovranno essere rifiniti dal sistema industriale locale. I tempi per la realizzazione potrebbero non essere lunghi: già tra qualche settimana a Pechino una delegazione siciliana si incontrerà con i vertici di HNA per parlare nuovamente del progetto". Nel 2008 l'export italiano in Cina è stato di 6,4 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto al 2007, ma ben 4 volte inferiore rispetto all'import. Oltre il 40% del nostro export è rappresentato da macchinari e apparecchiature. L'Italia è il quinto paese nella UE per flusso di investimenti diretti in Cina dopo Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, e Francia. I principali settori in cui operano le imprese italiane sono: autoveicoli, trasporti aerei e marittimi, idrocarburi, petrolchimica e ingegneria, aeronautico, telecomunicazioni, opere civili, farmaceutico e sanitario. Per il 2009 si prevede un aumento delle esportazioni cinesi del 19% a livello mondiale, in calo rispetto al +27% degli ultimi cinque anni, mentre la crescita del PIL cinese sarà pari al 6,5%, in diminuzione rispetto al +9% registrato nel 2008 e al +13% del 2007. Per far fronte alla crisi mondiale, Pechino ha varato un piano di sostegno e rilancio economico da 486 miliardi di dollari da utilizzare entro il 2010. - |