Negli ultimi otto anni il sistema produttivo del Sud e Isole ha eliminato 516mila posti di lavoro: ha cassato 807.100 posti a tempo pieno e ne ha creati 291mila a tempo parziale. Larga parte dei nuovi occupati ha trovato rifugio in agricoltura e nel serbatoio di sotto occupazione rappresentato dai servizi, mentre nell'industria la situazione è peggiorata, con la smobilitazione di 13mila che ha portato a 168mila i posti di lavoro persi dal 2007. In base alle stime Istat, nella media del 2015 il numero delle persone in cerca di occupazione nel Mezzogiorno è di circa 1 milione e 432 mila unità, con una flessione del 6,1% sul 2014, la prima dopo sette anni di crescita impetuosa. Il tasso di disoccupazione è sceso al 19,4% (8,8% nel Centro/Nord) ma quello giovanile è rimasto su livelli elevatissimi: 54,1% nel Sud e Isole e 32,6% nel Centro/Nord. Nel Sud/Isole gli inattivi che non cercano un lavoro con continuità, ma sarebbero disponibili a lavorare immediatamente qualora se ne presentasse l'occasione, nel 2015 erano 2 milioni e 187 mila residenti. La loro presenza nelle regioni del Mezzogiorno, si legge nel Report, "è debordante, assorbendo il 63,4% del totale nazionale, una quota quindi più alta di quella dei disoccupati di lunga durata (52,3%) e dei disoccupati in totale (47,2%)". Per quanto riguarda le previsioni per il 2016, "la crescita dell'occupazione decelererà e la flessione della disoccupazione rallenterà. La domanda di lavoro aumenterà dell'1,2%, con la creazione netta di 70mila nuovi posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione resterà elevato, al 18,6%, pari a 2,2 volte il tasso del Centro/Nord". Leggi l'articolo sul web - |