Effetto bonus assunzioni sul mercato del lavoro

Immagine associata al documento: Effetto bonus assunzioni sul mercato del lavoro L'effetto del bonus sulle assunzioni si fa sentire sul mercato del lavoro. L'incremento dell'occupazione, trainato dall'aumento degli occupati stabili registrato dall'Istat a novembre, rappresenta un segnale di come molte imprese - che avevano in programma di assumere - abbiano voluto beneficiare dell'esonero contributivo previsto dalla legge di stabilitÓ dello scorso anno, per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato effettuate nel 2015 (fino a 8.060 euro annui per la durata di tre anni).

Il dato di novembre non rappresenta una sorpresa per i tecnici che si attendevano un'impennata delle assunzioni stabili in corrispondenza con gli ultimi mesi del 2015, considerando che per quest'anno la legge di stabilitÓ ha ridotto l'incentivo, sia per l'entitÓ che per la durata. Le assunzioni stabili nel 2016 vengono incentivate, infatti, con la decontribuzione al 40% fino a 3.250 euro annui, per una durata di due anni. L'avvicinarsi della scadenza di fine anno ha contribuito al dato dei 40 mila occupati in pi¨ con contratto permanente, rilevati tra ottobre e novembre, che rappresentano il grosso dell'incremento dell'occupazione (insieme agli autonomi).

Allargando lo sguardo all'anno precedente, rispetto a novembre 2014 (quando l'incentivo non era operativo), gli occupati permanenti sono 141mila in pi¨ e rappresentano una buona parte dei 206mila occupati in pi¨ registrati dall'Istat (insieme ai 106mila occupati in pi¨ con contratti a termine, resi pi¨ appetibili per le imprese dopo essere stati liberalizzati dal decreto Poletti). Anche il calo del trimestre settembre-novembre, che segna meno 12mila occupati rispetto a giugno-agosto, Ŕ dovuto alla flessione del lavoro autonomo (-34mila), visto che crescono sia gli occupati permanenti (+9mila) che con contratto a termine (+13mila).

I segnali dunque sono incoraggianti, anche se Ŕ evidente che solo con la ripresa questa tendenza potrÓ consolidarsi, perchŔ gli incentivi da soli non fanno occupazione. Solo con un aumento duraturo della domanda gli imprenditori saranno spinti ad assumere. Segnali incoraggianti arrivano anche dalla diminuzione della disoccupazione che torna sui livelli di tre anni precedenti, e dalla flessione della disoccupazione giovanile.

Tuttavia non va dimenticato che si tratta di una tendenza che interessa tutta l'Europa, tornata sui livelli di quattro anni fa. L'Italia, con un tasso dell'11,3%, presenta un numero di disoccupati ancora superiore rispetto al 10,5% medio della zona euro. Inoltre per la disoccupazione giovanile restiamo agli ultimi posti della graduatoria europea, e ancora in tantissimi rimangono fuori dal mercato del lavoro, perchŔ scoraggiati. In un anno gli inattivi sono cresciuti di 138mila unitÓ. I 4mila in meno registrati tra ottobre e novembre rappresentano solo una goccia nel mare di oltre 14 milioni di inattivi.

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Data Pubblicazione sul portale: 08 Gennaio 2016
Fonte: Il Sole 24ore.com
Aree Tematiche: Sistema Puglia, Politiche e Mercato del Lavoro, Rassegna Stampa, Politiche per lo Sviluppo
Redazione: Redazione Sistema Puglia
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