"Blue economy": nonostante la crisi, crescono imprese e occupazione

Immagine associata al documento: "Blue economy": nonostante la crisi, crescono imprese e occupazione Nonostante la crisi, nel periodo 2009-2013 l'economia del mare ha dato segni importanti di tenuta, sia sotto il profilo occupazionale sia sotto quello imprenditoriale. Sul fronte del lavoro, il comparto si è addirittura mosso in controtendenza rispetto al resto dell'economia: a fronte della perdita totale nel periodo di 691.200 posti di lavoro (-2,9%), l'economia del mare ha fatto segnare un incremento stimato di 24.300 unità (+3,1%), con un notevole impulso derivante dalle attività di ricerca e tutela ambientale assieme alla componente turistica. Sul fronte delle imprese, invece, nel triennio 2011-2013 il tessuto imprenditoriale (costituito da circa 180mila imprese) è aumentato di 3.500 unità, corrispondenti al +2%, ancora una volta in controtendenza rispetto -0,9% del resto dell'economia.

Questi i dati più significativi del 3° Rapporto Unioncamere sull'economia del mare presentato oggi a Gaeta, nell'ambito dei III Stati generali delle Camere di commercio dedicati al settore, uno degli appuntamenti della settima edizione dello Yacht Med Festival organizzato dalla Camera di Commercio di Latina.

La forte connotazione marina delle regioni meridionali fa sì che l'economia del mare italiana si concentri prevalentemente proprio nel Centro-Sud (60% del valore aggiunto e 64% in termini di occupati), grazie soprattutto alla centralità che assume in alcune regioni come il Lazio, la Sicilia, la Campania e la Puglia (insieme, queste quattro regioni coprono circa il 40% del valore aggiunto dell'economia marina nazionale e il 43% degli occupati generati dal comparto).[...]

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Data Pubblicazione sul portale: 30 Aprile 2014
Fonte: Unioncamere
Aree Tematiche: Sistema Puglia
Redazione: Redazione Sistema Puglia
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