Bonus assunzioni: 6.000 domande, ma in Puglia e Campania pochi fondi

Immagine associata al documento: Bonus assunzioni: 6.000 domande, ma in Puglia e Campania pochi fondi Quasi quattromila aziende in Campania hanno chiesto il bonus occupazione con l'obiettivo di assumere 8.700 persone. Sono state, infatti, presentate ben 3.920 domande per poter usufruire del credito d'imposta, per un importo complessivo di 100 milioni. E a questo punto quella che a prima vista sarebbe un'ottima notizia in una regione che purtroppo ha il record della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile, si trasforma in una beffa. Perché i soldi stanziati per il bonus occupazione sono solo 20 milioni, un quinto di quanto servirebbe per venire incontro alle massicce richieste del mondo imprenditoriale.

LA SITUAZIONE PUGLIESE - In Puglia, dove lo strumento del bonus assunzioni ha avuto un clamoroso successo, segno di un'evidente vitalità imprenditoriale — in soli tre giorni sono arrivate addirittura 1.923 domande per 4.209 assunzioni, di cui 2.330 appartenenti alla categoria dei lavoratori molto svantaggiati — per soddisfare totalmente le quali sarebbero necessari 63,7 milioni, a fronte dei 10 oggi disponibili, la giunta Vendola ha sospeso il bando temporaneamente in attesa di decidere se e come aumentare lo stanziamento.
Ma come funziona il bonus lavoro al Sud? Si tratta di un credito d'imposta pari a 300 euro al mese per ciascun lavoratore aggiuntivo assunto a tempo indeterminato nelle regioni meridionali da uno a due anni. Sono privilegiati i lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati, tra cui disoccupati, chi non è in possesso di diploma di scuola media superiore o professionale, chi ha superato i 50 anni di età, gli adulti che vivono soli con una o più persone a carico. I circa 142 milioni inizialmente stanziati per finanziarlo sono coperti dai fondi europei 2007 - 2013. Gli imprenditori possono compensare il credito di imposta entro tre anni dalla data dell'assunzione, a partire da gennaio 2012.

ANCORA POCHE RISORSE - Alessandro Laterza, vice presidente di Confindustria e responsabile per il Mezzogiorno della confederazione guidata da Giorgio Squinzi, è soddisfatto dello strumento, «perché - dice - quando lo si qualifica, funziona bene». Dappertutto, non solo nelle regioni meridionali più vitali, come dimostra senza ombra di dubbio il dato della Campania, ormai da troppo tempo la regione che arranca di più non solo rispetto a quelle del Centro Nord ma anche nei confronti del resto dei territori meridionali: con un'occupazione industriale calata di 17.600 unità nel corso dell'ultimo anno e un ricorso alla cassa integrazione totale che sfiora i 62 milioni di ore.
In Campania, comunque, le risorse a disposizione del bonus occupazione sono troppo poche e andrebbero immediatamente aumentate. Perché la Regione non sposta fondi oggi appostati su progetti che non decollano e non sono perciò capaci di creare sviluppo e lavoro verso strumenti come il credito d'imposta che, invece, tira e, quando viene rifinanziato, costituisce una vera e propria leva per la crescita imprenditoriale e per la creazione di nuovi posti? In Basilicata, per esempio, la Regione l'ha fatto, più che raddoppiando lo stanziamento iniziale, che da 2 è salito fino a 4 milioni e mezzo, per tentare di soddisfare il maggior numero di richieste pervenute, ben 576 domande per 1.187 assunzioni, pur senza riuscire ad accoglierle tutte, perché sarebbero necessari circa 18 milioni di crediti d'imposta. [...]

Da "Corriere del Mezzogiorno.it" del 22 ottobre 2012

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Data Pubblicazione sul portale: 22 Ottobre 2012
Fonte: Corriere del Mezzogiorno.it
Aree Tematiche: Sistema Puglia, Rassegna Stampa
Redazione: Redazione Sistema Puglia
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