Euromed: l'Italia favorisce l'integrazione

  Una Banca euromediterranea, una università tecnologica e una politica europea delle migrazioni: sono questi i tre elementi necessari per rilanciare il rapporto tra l'Italia e i paesi a sud del Mediterraneo. La proposta è stata presentata dal presidente del Consiglio Romano Prodi durante la quinta edizione della conferenza annuale "Laboratorio Euromediterraneo", organizzata a Milano lo scorso 16 luglio dalla Camera di Commercio, in accordo con il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero del Commercio Internazionale.
E' una delle più importanti iniziative per promuovere il dialogo su tematiche politiche, economiche e culturali nell'area del Mediterraneo e, nello stesso tempo, per favorire progetti comuni per una maggiore collaborazione e integrazione delle relazioni italo-mediterranee. L'Italia infatti può essere una valida alternativa, considerato che l'area Euromed non riesce a mantenere fede agli accordi di Barcellona, in base ai quali era prevista la creazione di un'area di libero scambio entro il 2010.
Un dato importante è l'aumento dell'export italiano che nel 2006 ha registrato un incremento dell'8,3% rispetto all'anno precedente, per un valore di circa 20 miliardi di euro. Al contrario sono ancora deludenti gli investimenti italiani ed europei indirizzati all'area mediterranea. L'Italia ha destinato ai paesi del sud solo il 2% del totale delle spese rispetto al resto del mondo, pari a circa 500 milioni di euro su uno stanziamento complessivo di 33 miliardi di euro. Poca attenzione anche da parte dell'Unione europea che ha investito solo 5 miliardi di euro su un totale di 600 miliardi di euro.

In primo luogo il rilancio del progetto della Banca euromediterranea, cioè uno strumento finanziario che possa permettere alle imprese italiane e a quelle dei paesi del Mediterraneo di interagire con una "struttura paritaria", capace di operare in un mercato potenziale di seicento milioni di consumatori. Una iniziativa che ha trovato consensi da parte del primo ministro egiziano Ahmed Nazif e ha suscitato l'interesse di paesi europei come Portogallo, Francia, Malta e Cipro, ma anche di Slovenia, Germania e Austria.
Una seconda proposta consiste nell'avvio di università tecnologiche sulle coste sud e nord del Mediterraneo che permetta uno scambio tra studenti e professori.
Infine una politica europea delle migrazioni attraverso strumenti per favorire il reclutamento di mano d'opera o lo scambio di specialisti e, nello stesso tempo, sostenere chi vuole rientrare nel proprio paese per avviare attività imprenditoriali.
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Data Pubblicazione sul portale: 20 Luglio 2007
Fonte: Tiscali Europa
Aree Tematiche: Sportello Europa, Sistema Puglia
Redazione: Redazione Uffici Bruxelles
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