Le «scuse» della Bridgestone. Ora la chiusura è «revocabile»
Spiraglio al tavolo romano. E la Regione ferma la campagna di boicottaggio
Cantano l'Inno di Mameli, gridano «il lavoro non si tocca», e sperano i circa 270 lavoratori della Bridgestone di Modugno, sotto il ministero dello Sviluppo Economico per manifestare contro la chiusura «irrevocabile» dello stabilimento e il licenziamento di 950 dipendenti nel 2014, annunciati a muso duro dalla multinazionale giapponese il 4 marzo. L'azienda nipponica di pneumatici, ieri si è seduta al tavolo del confronto con governo, amministrazioni locali, sindacati e un manipolo di parlamentari pugliesi. Dopo un primo incontro politico con il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, il sottosegretario Claudio De Vincenti, il viceministro al Welfare Michel Martone, il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, il sindaco di Bari Michele Emiliano, e il board europeo di Bridgestone guidato dall'ad Franco Annunziato e dal Ceo Mike Shimazaky, la buona notizia: non solo la chiusura non è più irrevocabile, ma la multinazionale porge le sue scuse ai lavoratori per la modalità con cui è stata annunciata la notizia. Il management si è infatti detto disponibile ad avviare un confronto «a 360 gradi con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni». Dopo l'incontro con i sindacati, il Ministro Passera annuncia che la trattativa con i giapponesi è avviata e che il prossimo incontro tecnico è per il 5 aprile. Intanto l'azienda avrebbe chiesto di riprendere normalmente l'attività, con la disponibilità di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil ed i chimici dell'Ugl. «Il nostro obiettivo era costringere la Bridgestone a cancellare l'aggettivo irrevocabile dalla chiusura e ci siamo riusciti», spiega il governatore pugliese. Di fronte alla disponibilità della multinazionale di discutere dei problemi che ha sollevato, dalle difficoltà di riconvertire l'impianto di Modugno a un mix produttivo, agli alti costi energetici del sistema paese, fino alle questioni logistiche come la lontananza di Bari dai mercati di riferimento, Vendola annuncia la sospensione dalla campagna di boicottaggio della Bridgestone: «Di fronte all'atteggiamento di responsabilità sociale rendo onore alla reputazione della Bridgestone». Un modo per abbassare i toni, dato che la multinazionale è pronta a trattare una modifica delle strategie in Europa - dove ha 8 stabilimenti, 5 dei quali producono pneumatici - a patto che venga ripristinato «un clima sereno di dialogo». Anche Emiliano è particolarmente soddisfatto: «Si prova una grande emozione - afferma - quando un governo e una regione ti rappresentano in maniera molto concreta e la democrazia e lo Stato servono a qualcosa: quella di Bridgestone era una sentenza di morte, ma è stata ritirata». I manifestanti poi, al passaggio di Rocco Palese (Pdl), gli chiedono di saltare con loro, una pratica a cui l'onorevole si sottopone col sorriso: «L'azienda ha ribadito l'esistenza di problemi, così come ha illustrato - racconta - una serie di possibilità, tra cui quella di perseguire una maggiore flessibilità degli impianti che consentirebbe una parziale riconversione delle attività con addirittura, l'aumento dei livelli occupazionali attuali». Al Ministero c'erano anche altri parlamentari: D'Ambrosio Lettieri, Massimo Cassano e Vittorio Zizza (Pdl), Francesco Boccia e Dario Ginefra (Pd), oltre al presidente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna che, nel consegnare l'ordine del giorno di sostegno ai lavoratori approvato all'unanimità dall'Assemblea, rimette nelle mani dell'Ad dell'azienda una spilletta «Boicottiamo Bridgestone». «Sono lieto di offrigliela perché non servirà più, ma si ricordi - avverte- che ne abbiamo diverse migliaia».
Da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 15 marzo 2013 (pag. XIV)
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Data Pubblicazione sul portale: 15 Marzo 2013 Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno Aree Tematiche: Sistema Puglia, Politiche e Mercato del Lavoro, Rassegna Stampa, Politiche per lo Sviluppo Redazione: Redazione Sistema Puglia Scaricato: 410 volte Letto: 86 volte