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Terme di Santa Cesarea. Capone: "Il sindaco Cretì è socio per il 49% della spa concessionaria"

Immagine associata al documento: "Fino ad oggi il Comune di Santa Cesarea e il suo sindaco Daniele Cretì hanno ampiamente gestito le Terme di Santa Cesarea, visto che il Comune detiene da anni il 49 per cento delle azioni della società 'Terme di Santa Cesarea Spa', una quota di certo non irrilevante. Quindi non è affatto vero che il Comune non possa gestire le acque come affermato invece dagli organi di stampa: l'ha fatto fino ad oggi e continuerà a farlo sino a nuova gara".
A puntualizzarlo è la vicepresidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone smentendo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Cretì.
"Sulla questione delle Terme di Santa Cesarea - spiega Loredana Capone - è opportuno puntualizzare alcuni passaggi che sono stati interpretati erroneamente. Il Tar di Lecce non ha mai attribuito la concessione delle acque termali al Comune di Santa Cesarea Terme, ma ha invece stabilito la necessità della gara d'appalto per il nuovo affidamento della concessione.
Gara per la quale, ovviamente, non ci sono elementi per ipotizzare che il vincitore possa essere il Comune e non un terzo soggetto. Il Comune peraltro, per legge, non può esercitare un'impresa".

"Il Consiglio di Stato, di contro - continua la vicepresidente - ha accolto l'istanza presentata dalla Regione di sospensione della sentenza del Tar, rimettendo la definizione della vicenda alla trattazione del merito che avverrà il 14 dicembre".
"Lo scontro di cui si parla sui giornali l'ha voluto il Comune di Santa Cesarea che, ricorrendo al Tar per contrastare il rinnovo automatico della concessione alla società, ha fatto la guerra innanzi tutto a se stesso in quanto socio per il 49 per cento delle azioni della stessa società attualmente concessionaria. La Regione, come è noto, detiene il restante 51 per cento delle azioni. Se non avesse dovuto far ricorso al Consiglio di Stato, la società gestore delle terme (e dunque anche il Comune) avrebbe ricevuto la proroga. Ecco perché con il ricorso al Tar il Comune ha danneggiato soprattutto se stesso".

"Quanto alla Regione - ha concluso Loredana Capone - l'interesse principale è che le terme funzionino".

Da "QuotidianoItalia.it" del 24 luglio 2012

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