FAQ PIA Turismo 2015

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  - (D) Considerato che il comma 2 dell’art. 4 dell’Avviso Pubblico prevede che:

“Per tutte le tipologie d’investimento, alla data di presentazione dell’istanza di accesso, la destinazione urbanistica dell’area su cui insistono gli immobili oggetto di investimento deve essere coerente con l’attività da svolgere”,

è ammissibile un investimento che non prevede variante dello strumento urbanistico vigente essendo l’area già urbanisticamente destinata allo svolgimento di attività turistico alberghiera, ma che prevede, tuttavia, modifica di parametri urbanistici quali altezze, superfici o cubature?


(R)
Atteso che la disposizione dell’Avviso Pubblico fa riferimento alla coerenza tra destinazione urbanistica dell’area su cui insistono gli immobili oggetto di investimento e attività da svolgere, ai fini della presentazione dell’istanza di accesso, l’investimento può ritenersi ammissibile anche nel caso di investimenti che riguardino aree aventi destinazione urbanistica coerente con l’attività da svolgere ma che prevedano parametri edilizi quali altezze, superfici o volumetrie, diversi rispetto a quelli stabiliti dalle NTA dei piani urbanistici.
Resta fermo che, ai fini della conclusione della successiva fase di presentazione del progetto definitivo, lo stesso potrà essere ammesso solo in caso di presentazione del titolo abilitativo alla realizzazione delle opere previste.
  - (D) Se la domanda di accesso fosse presentata da una piccola impresa non attiva la cui controllante (100%), in possesso dei requisiti di bilancio, è un'impresa edile, i lavori per la realizzazione della struttura ricettiva oggetto di agevolazione potranno essere affidati alla controllante?

(R)
No. I lavori, nonché tutte le forniture, devono essere affidati a soggetti terzi che non hanno alcun tipo di relazione con l’impresa proponente.
  - (D) Nel caso di cui all’art. 4 comma1 lettera b è configurabile come ampliamento la realizzazione di una struttura non adiacente/contigua o prossima alla struttura turistica alberghiera esistente? In altre parole un intervento realizzato in un altro sito per la stessa struttura ricettiva? Ovviamente ciò ai fini dell’innalzamento qualità/classificazione.

(R)
Ai sensi dell’art. 6 della L.R. n. 11/99, “l’attività ricettiva può essere svolta oltre che nella sede principale, ove di regola sono allocati i servizi di ricevimento e portineria e gli altri servizi generali di cui si avvalgono gli ospiti, anche in dipendenze.
Le dipendenze possono essere ubicate in immobili diversi da quello ove è posta la sede principale o anche in una parte separata dello stesso immobile quando ad esse si accede da un diverso ingresso.
Rispetto alla sede principale le dipendenze devono essere ubicate a non più di 100 metri di distanza in linea d’aria o all’interno dell’area delimitata e recintata su cui insiste la sede principale”.

In caso contrario, pertanto, l’intervento si configura come realizzazione ex novo di un albergo, non ammissibile alle agevolazioni previste dallo strumento PIA Turismo.
  - (D) la richiesta di contributo per il PIA Turismo è solo telematica o devo compilare anche un cartaceo

(R)
Ai sensi dell'art. 9 dell'Avviso Pubblico, le domande devono essere inoltrate, a pena di esclusione, unicamente in via telematica, attraverso la procedura online "PIA TURISMO" messa a disposizione all'indirizzo www.sistema.puglia.it.
  - (D) Con riferimento alle iniziative ammissibili di cui all'art. 4 dell'Avviso Pubblico, si richiede di conoscere in dettaglio quali tipologie di siti rientrano tra le "aree urbane degradate e/o inquinate" e se in tale fattispecie rientrano anche le cave dismesse e le aree comprese nell’elenco dei siti inquinati di cui al par. 5.2 del Piano Regionale delle Bonifiche.

(R)
La definizione della tipologia d’investimento “aree urbane degradate e/o inquinate” è riportata al comma 9 del medesimo articolo 4 dell’Avviso Pubblico, che di seguito si riporta: “Per recupero di aree urbane degradate e/o inquinate da destinare alla realizzazione di strutture ricettive, congressuali, sportive, culturali e/o ricreative si intende ogni intervento di riqualificazione di edifici abbandonati e/o necessitanti di opere di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 3 del DPR 6 giugno 2001, n. 380 “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” e s.m.e i.
Detti edifici dovranno essere ubicati in aree non rurali, dotate di opere di urbanizzazione primaria consistenti almeno nella rete idrica e viaria e servizi a quest’ultima connessi”.
Si precisa che gli edifici abbandonati e/o necessitanti di opere di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia si intendono quelli nei quali non viene svolta alcuna attività, neanche di tipo abitativo.
Le cave dismesse e le aree comprese nell’elenco dei siti inquinati di cui al par. 5.2 del Piano Regionale delle Bonifiche non rientrano in tale tipologia
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