FAQ N.I.D.I.

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48 - (D) Si chiede come interpretare correttamente la previsione di cui all’art. 12 comma 5 lettera e) dell’avviso nella frase secondo la quale “da visura camerale sui fornitori si deve poter rilevare un codice attività che consenta la fornitura dei beni preventivati”.
In particolare, si vuole presentare domanda preliminare per un’attività di parrucchiere e si chiede se possano essere ritenuti idonei i seguenti fornitori:
a) Acquisto di un banco cassa preventivato da un fornitore col seguente codice Ateco: 46.65.00 - Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e negozi;
b) Acquisto di sedie attesa da un fornitore con codice Ateco: 47.59.10 - Commercio al dettaglio di mobili per la casa;
c) Acquisto di due caschi per asciugatura capelli da un fornitore con codice Ateco: 46.43.10 - Commercio all'ingrosso di elettrodomestici, di elettronica di consumo audio e video
d) Acquisto delle postazioni lavaggio da un fornitore con codice Ateco: 46.69.30 - Commercio all'ingrosso di apparecchiature per parrucchieri, palestre, solarium e centri estetici
e) Acquisto di un computer portatile dal un fornitore con codice Ateco: 47.19.20 - Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici.

(R)
Il Codice Ateco è una classificazione delle attività economiche per fini statistici, fiscali e contributivi, in un processo di semplificazione delle informazioni gestite dalle pubbliche amministrazioni ed istituzioni. Ai fini dell’Avviso è importante che il fornitore svolga ordinariamente attività coerenti con la fornitura dei beni richiesti dall’impresa proponente. Nelle fattispecie richiamate nel quesito si ritiene che tutti i fornitori siano idonei ad eccezione di quello richiamato al punto c). I due caschi per asciugatura, difatti, sono attrezzature specifiche per parrucchieri ed è pertanto necessario che il fornitore abbia il codice 46.69.30 richiamato al punto d) del quesito. Negli altri casi, come detto, i fornitori appaiono idonei; conseguentemente, si può ritenere che:
- non è rilevante che il fornitore operi all’ingrosso o al dettaglio per la medesima categoria merceologica;
- non è rilevante che il codice ateco del fornitore riporti che la fornitura debba essere curata per “uffici e negozi” se il tipo di articolo da acquistare può trovare utilizzo domestico (l’esempio delle sedie di cui al punto b) o il computer di cui al punto e);
- la verifica istruttoria circa l’idoneità di un fornitore non si limita a rilevare il mero codice ateco ma si estende ad un campo delle visure camerali denominato “attività esercitata nella sede legale ovvero nell’unità locale” e non è rilevante che l’attività di interesse sia esercitata come primaria o secondaria. Viceversa, non è sufficiente che una determinata fornitura sia riportata nell’oggetto sociale senza essere effettivamente esercitata.
Non è, invece, possibile utilizzare un criterio interpretativo espansivo laddove la fornitura riguardi attività che necessitano di specifiche abilitazioni; pertanto, tutte le forniture di impianti (elettrico, idrico, di sollevamento, ecc.) dovranno essere effettuate da operatori che presentano in visura camerale i requisiti ex DM 37/2008.
47 - (D) Si chiede se è possibile avviare una attività di ristorazione che preveda, oltre all'apertura a pranzo e a cena, anche apertura mattutina per la somministrazione delle colazioni.

(R)
La fattispecie ipotizzata risulta non conforme alle previsioni dell'Avviso che considera ammissibili le sole attività di ristorazione con cucina. In considerazione di tale previsione le attività agevolate potranno avere la sola licenza di somministrazione di tipo A - ex art. 5, comma 1, lett. a), L. 287/91: esercizi di ristorazione, per la somministrazione di pasti e di
bevande, (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari).
Fino al termine dei 3 anni dall'ultimo titolo di spesa, le imprese agevolate non potranno esercitare attività di somministrazione di cui alle licenze di tipo B e D - somministrazione di bevande, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e gelateria e di prodotti di gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari).
46 - (D) Per un'impresa che sta realizzando i propri investimenti successivamente alla concessione, si chiede come poter rispettare l'obbligo della dicitura sulle fatture, in considerazione dell'entrata in vigore della fatturazione elettronica a partire dal 1 gennaio 2019.

(R)
Il decreto fiscale 2019 (DL n. 119/2018) convertito nella legge n. 136 e del 13 dicembre 2018, prevede a partire dal 1/1/2019 l’obbligo di fatturazione elettronica.
Tale obbligo rende impossibile inserire nelle fatture la dicitura attualmente prevista dagli Avvisi “Documento contabile finanziato a valere sul P.O. FESR 2014 2020. Spesa di € _________ dichiarata per la concessione degli aiuti di cui alla misura NIDI 2014-2020”. Pertanto, per tutti i titoli di spesa aventi data successiva al 1/1/2019 non è più previsto l’obbligo di riportare tale dicitura. Per le imprese che adottano il regime di contabilità ordinaria, tutti i titoli di spesa dovranno essere registrati con una codifica riferita alla misura agevolativa, che ne consenta una chiara identificazione.
Inoltre, in considerazione degli obblighi di fatturazione elettronica, nei prossimi giorni saranno fornite indicazioni sulla documentazione da trasmettere in allegato alle richieste di erogazione.
45 - (D) Ho intenzione di avviare un'attività ricettiva nella forma dell'affittacamere. Vorrei sapere se per tale attività è ammissibile la spesa per l'acquisto della cucina per la somministrazione delle colazioni.

(R)
La forma ricettiva dell'affittacamere non prevede la somministrazione della colazione. In particolare, la Legge Regionale 11/1999, all'art.46 prevede che: "Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere, ubicate in non più di due appartamenti, ammobiliati, in uno stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari, come la ristorazione se svolta dal medesimo titolare di esercizio."
Tale norma, pertanto, prevede come servizio complementare la ristorazione, configurando l'attività come quella di "Locanda", ma non prevede la somministrazione della colazione che non deve essere confusa con la ristorazione.
Qualora intenda nell'attività ricettiva somministrare le colazioni, l'attività sarà riconducibile a quella del B&B, con il conseguente obbligo di riservare al domicilio del titolare una camera con relativo servizio igienico.
Per le attività di affittacamere, potrebbe essere ammesso l'acquisto di beni limitati esclusivamente a scaldare in autonomia alimenti aituristi (ad esempio un forno a microonde o scaldabiberon), ma non una cucina completa.
44 - (D) Per l'avvio di una attività di ristorazione con cucina, si richiede se un soggetto che ha maturato 6 mesi di esperienza con un periodo di Tirocinio di Inserimento lavorativo (documentabile attraverso contratto di lavoro e buste paga) disponga dei requisiti previsti dall'art.3, comma 4 dell'Avviso.

(R)
In considerazione del fatto che la prescrizione di tale articolo è finalizzata a concedere le agevolazioni della misura Nidi nell'ambito della ristorazione esclusivamente a soggetti con comprovanta esperienza nel settore o qualifica, si ritiene che la fattispecie ipotizzata sia compatibile con le previsioni dell'Avviso.
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