Contratti di Programma 2015 - FAQ

 

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  - (D) Salve, con riferimento al programma d investimenti candidati al contributo di cui al Titolo II capo I si chiede quanto segue:
1. i beni materiali ed immateriali oggetto dell' investimento essendo in possesso dei requisiti ai fini dell' applicazio del super e maxi armmortamento, possono goderne in sede contabile?
2. il contributo di cui al bando è cumulabile con altre agevolazioni ad esempio crediti imposta sullo stesso investimento....

(R)
1. Quanto al super e iper ammostramento, trattandosi di norma a carattere generale e non di Aiuto di Stato non rileva a i fini del cumulo. Pertanto, un'impresa che partecipa al CdP può sempre utilizzare anche il super e iper ammortamento.

2. La pubblicazione in G.U. n. 49 del 28 febbraio 2017, della legge 27 febbraio 2017, n. 18, di conversione del D.L. 29 dicembre 2016, n. 243, ha reso operative le modifiche apportate in materia di credito d’imposta nel Mezzogiorno, introdotto con la legge di Stabilità 2016.
Il decreto Sud modifica in parte la disciplina del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni del Mezzogiorno, introdotta dalla legge di Stabilità 2016; di seguito sono evidenziati i punti salienti della norma.
1. (Art. 7 – Quater Comma 3) È soppresso il divieto di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea.
2. (Art. 7 – Quater Comma 2) L’ammontare massimo di ciascun progetto di investimento, al quale è commisurato il credito d’imposta, è elevato da 1,5 a 3 milioni di euro per le piccole imprese e da 5 a 10 milioni per le medie imprese, mentre rimane a 15 milioni per le grandi imprese; inoltre è soppressa la disposizione che prevede il calcolo del credito d’imposta al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta per beni ricadenti nelle categorie corrispondenti a quelle agevolabili.
3. (Art. 7 – Quater Comma 2) È introdotto l’aumento delle aliquote applicate al credito d’imposta sottostante l’acquisto di beni. Si prevede la misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020, ovvero il 25% per le grandi imprese situate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Si ricorda che le intensità massime di aiuto applicabili alle grandi imprese possono essere maggiorate di un massimo di 20 punti percentuali per le piccole imprese o di un massimo di 10 punti percentuali per le imprese di medie dimensioni. La norma previgente prevedeva, invece, una misura massima del 20% per le piccole imprese, del 15% per le medie imprese e del 10% per le grandi imprese.

Ricordiamo che:
• il comma 99 della LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 prevede che mediante lo strumento del Credito di Imposta possano essere agevolati gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale (come definito all'articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014) relativi all'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.
• I massimali di aiuto previsti dai Contratti di Programma (Art. 18 comma 2 del regolamento regionale 17/2014) per gli investimenti di cui alle lettere c) e d) dell’art. 19 comma 2, sono:
 25% per le grandi imprese;
 35% per le medie imprese;
 45% per le piccole imprese.

Pertanto, i massimali di aiuto stabiliti per il credito di imposta sono identici a quelli dai Contratti di programma per le medesime voci di investimento.

Di conseguenza il cumulo non è possibile, in quanto la scelta di uno dei due strumenti determina in automatico il raggiungimento del limite massimo di intensità delle agevolazioni concedibili, escludendo ogni possibilità di utilizzo dell’altra tipologia di agevolazione, secondo quanto previsto dall’Art. 7 – Quater Comma 3 della legge 27 febbraio 2017, n. 18.

  - (D) Una Grande impresa intende proporre un programma d’investimenti in Ricerca & Sviluppo nell’ambito di un Contratto di Programma, si chiede se il programma può contenere spese di consulenza fornita da soggetti pubblici/privati con sede all’estero?



In caso affermativo, quale documentazione deve essere fornita in fase di istanza di accesso, di progetto definitivo e di rendicontazione da parte dei soggetti pubblici/privati con sede all’estero.



RingraziandoVi, porgo cordiali saluti.

(R)
Ai sensi dei “Criteri di ammissibilità dei costi in R&S e modalità di rendicontazione” (BURP n. 133 del 12/08/2010) per consulenze specialistiche si intendono le attività con contenuto di ricerca e/o progettazione destinate al progetto e commissionate a singoli professionisti titolari di Partita IVA (anche associati), centri di ricerca pubblici e privati, società di consulenza. Le consulenze saranno documentate, in fase di progetto definitivo, con Contratto e Curriculum/Profilo dei professionisti/società che attestino la professionalità/competenza del fornitore.
I contratti di Consulenza specialistica sono considerati validi:
1) Se sottoscritti dalle parti nel periodo di svolgimento del progetto finanziato o se comunque il contratto firmato precedentemente all’inizio del progetto finanziato prevede l’inizio dell’attività dopo la data stessa di inizio del progetto;
2) Se indicano chiaramente le attività da svolgere, modalità, tempi e costi, risultati attesi che saranno acquisiti dal soggetto beneficiario.

Saranno ammissibili solo i costi per le attività realizzate durante il periodo di svolgimento del
progetto finanziato. Tali costi saranno riconoscibili in base ai profili di esperienza come
riportato nelle Linee Guida approvate dalla Regione.
Si precisa che contratti che configurino un’attività coordinata e continuativa non saranno
considerate consulenze bensì spese di personale interno.
Non sono ammesse le consulenze a carattere ordinario di tipo fiscale, legale, amministrativo,
contabile, marketing, ecc., e le prestazioni d’opera.
Sono considerate ammissibili unicamente:
• le consulenze prestate da soggetti rientranti nelle tipologie indicate;
• le consulenze specialistiche aventi contenuto di ricerca e/o progettazione destinate al progetto.
Pertanto, se rientranti nelle fattispecie precedentemente descritte, sono da considerarsi ammissibili anche le consulenze fornite da società avente sede all’estero, purché la documentazione fornita sia in lingua italiana o inglese o corredata da traduzione giurata.
La documentazione relativa alla rendicontazione è in fase di predisposizione e sarà presto fruibile on line.
  - (D) Oggetto: incremento occupazionale

Gentilissimi, vi inoltro la seguente richiesta di chiarimento:

In fase di Istanza di accesso abbiamo dichiarato un incremento di personale a regime di n. 10 unità, a fronte di una previsione di aumento di fatturato.

Nel caso che per motivi indipendenti dalla ns. volontà questo fatturato a regime non fosse raggiunto in pieno, possiamo di conseguenza considerare il numero delle nuove unità per difetto?



Nel periodo di 12 mesi precedenti l'inoltro dell'istanza il ns. organico aveva presenti alcuni dipendenti a tempo determinato, che hanno concluso la loro collaborazione a fine dicembre 2016. Questo comporta da gennaio 2017 una presenza di Personale inferiore a quanto già dichiarato. Come potremo garantire il mantenimento dei livelli occupazionali dichiarati, presenti nel territorio della regione Puglia, se al momento di avvio del Contratto di Programma il numero di occupati è inferiore?

(R)
Gent.ma Sig.ra
l’allegato B all’avviso prevede al criterio di selezione 8 – Analisi delle ricadute occupazionali - che l’istanza di accesso debba prevedere obbligatoriamente, oltre al mantenimento del livello ULA di partenza riferito all’organico aziendale presente nella regione Puglia, un incremento nell’unità oggetto di agevolazione che sarà il risultato della differenza tra il valore medio mensile dei dipendenti del soggetto beneficiario, rilevato nell’esercizio a regime, e quello mensile rilevato nei 12 mesi precedenti quello di presentazione della domanda.
L’art. 2 del Decreto MAP del 18/04/2005 prevede al comma 5.c. che per occupati si intendono i dipendenti dell’impresa a tempo determinato o indeterminato, iscritti nel libro matricola dell’impresa.
Pertanto i dipendenti a tempo determinato presenti in organico nei 12 mesi precedenti quello di presentazione della domanda, sono rilevanti ai fini della determinazione del dato occupazionale.
Il comma 2.j dell’art 18 dell’Avviso e l’art. 3.1 del Contratto di Programma prevedono la revoca totale delle agevolazioni nel caso in cui i Soggetti Beneficiari non rispettino l’obbligo del mantenimento e dell’incremento occupazionale per n. 3 esercizi solari successivi all’esercizio a regime.

  - (D) Buon pomeriggio,



in relazione all'invio via PEC dei progetti definitivi, ogni partecipante singolarmente dovrà svolgere un invio separato del suo progetto ed allegati, oppure il proponente dovrà raccogliere la documentazione sua e dei partner aderenti, e svolgere un unico invio ?

Grazie

(R)
Gent.ma Sig.ra,
l’art. 22 del Regolamento Regionale 17/2014 prevede che la documentazione relativa al progetto definitivo sia presentata alla Regione dal soggetto proponente che, pertanto, raccoglie ed invia la documentazione propria e quella di tutti i partner aderenti.
Si fa presente che, nelle more dell’implementazione del sistema di trasmissione telematica attraverso il sito www.sistemapuglia.it, è consentito che l’invio del progetto definitivo avvenga telematicamente mezzo PEC inoltrata ai seguenti indirizzi:
- competitività.regione@pec.rupar.puglia.it.
- contrattidiprogramma.pugliasviluppo@pec.rupar.puglia.it
  - (D) Con riferimento all’Art. 11 – Intensità di aiuto dell’Avviso pubblicato nel BUR Puglia n. 68 del 14/05/2015 si chiedono i seguenti chiarimenti:

1. il Contratto di Programma può prevedere programmi di investimento da parte di più Grandi Imprese associate ad una PMI? In tal caso tutte le GI possono beneficiare della maggiorazione di 15 punti percentuali se nessuna impresa da sola sostiene più del 70% dei costi ammissibili, come previsto nel comma 5 del succitato articolo?

2. Nel caso la PMI associata alla Grande Impresa proponente fosse partecipata dalla GI proponente, la GI può beneficiare della maggiorazione di 15 punti percentuali se nessuna impresa da sola sostiene più del 70% dei costi ammissibili, come previsto nel comma 5 del succitato articolo?


(R)
Ai sensi dell’ “Art. 3 – Soggetti Beneficiari” dell’Avviso CdP, al di là dei requisiti previsti in termini di dimensione, adozione del regime di contabilità ordinaria, approvazione di almeno 2 bilanci alla data di presentazione dell’istanza di accesso, assenza dello stato di difficoltà, etc, un’istanza a valere sul Titolo II – Capo I – del Regolamento Regionale 17/2014 può essere presentata:
1. in forma singola, da una sola Grande Impresa proponente;
2. in forma associata, da una Grande Impresa proponente (attiva/non attiva) e da imprese aderenti sia Grandi che di Piccole e Medie dimensioni fra le quali è possibile sussistano condizioni di controllo e di collegamento.
Nell’ipotesi 2:
- la Grande Impresa proponente è responsabile, esclusivamente ai fini della coerenza tecnica ed industriale, anche dei programmi di investimento presentati dalle imprese aderenti;
- la Grande Impresa proponente deve essere titolare di un’iniziativa imprenditoriale che presenti spese ammissibili almeno pari al 50% dell’importo complessivo del contratto;
- ciascuna Piccola/Media Impresa aderente deve essere titolare di programmi di investimento che presentano spese ammissibili non inferiore ad 1 milione di euro.

Ciò premesso, nell’ipotesi delineata in domanda (istanza di accesso presentata in forma associata, da una GI impresa proponente, una GI aderente ed una PMI aderente partecipata dalla GI proponente) l’intensità di aiuto per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale potrà essere aumentata, in favore di tutte le imprese istanti, di una maggiorazione di 15 punti percentuali (a concorrenza di un’intensità massima dell’80%), ove il progetto preveda la collaborazione effettiva fra imprese (non ricorrente in caso di subappalto) e non preveda che una singola impresa sostenga, da sola, più del 70% dei costi ammissibili.
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