FAQ PIA Piccole Imprese 2015

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  - (D) con la presente si chiede se un'azienda che partecipa al bando PIA piccole imprese può acquistare un'immobile di una società sottoposta a procedura concorsuale (nel caso di specie un'impresa sottoposta a concordato preventivo)

(R)
L’acquisto di un immobile tramite procedura giudiziale è ammissibile. Si ribadisce che la spesa per poter essere ammissibile dovrà essere sostenuta successivamente alla ricezione della comunicazione di ammissibilità alla fase di presentazione del progetto definitivo.
  - (D) Una azienda che opera nel settore della produzione di protesi (codice ateco 32.50.3) intende realizzare (utilizzando altre fonti) un capannone. In detto capannone verrà realizzato:
un laboratorio per ricerca e sviluppo (studio nuovi materiali per protesi e nuove soluzioni realizzative);
una nuova linea di produzione.
Posto che trattasi di una piccola impresa (circa 40 dipendenti e un fatturato medio di circa 2,5 milioni di euro), sono a chiedere se, almeno in linea di massima, ci sono le condizioni per proporre un progetto su bando in questione.
Si vogliono ovviamente assumere anche dei ricercatori per sviluppare le attività di R&S.

(R)
Relativamente a quanto esposto non si rilevano motivi ostativi alla presentazione di una istanza di accesso nell’ambito del PIA.
  - (D) E' possibile avviare gli investimenti a valere sul PIA Piccole Imprese una volta ottenuta la comunicazione di ammissione della proposta alla fase successiva di presentazione del progetto definitivo ?

(R)
Salve, come riportato nella comunicazione ricevuta, ai sensi dell’art. 52, comma 4, del Reg. 17/2014, i programmi di investimento devono essere avviati successivamente alla data della comunicazione.
Pertanto, si ribadisce che l’avvio dell’investimento può avvenire solo successivamente alla data di ricezione della predetta comunicazione di ammissibilità e notifica dell'Atto Dirigenziale di approvazione dell'istanza di accesso.
  - (D) una piccola impresa operante nel settore industriale, avente i requisiti per accedere al Bando PIA Piccole Imprese, vorrebbe realizzare una nuova unita produttiva ovvero impianto a biogas per la produzione di biometano , acquistando scarti / rifiuti agricoli (sanse vergini di olive) .
Si chiede se la predetta tipologia di attività potrebbe essere agevolata con il Bando Pia Piccole Imprese?


(R)
La produzione di gas ai fini di approvvigionamento mediante carbonizzazione del carbone o utilizzando sottoprodotti agricoli o rifiuti rientra nel codice Ateco 35.21.00 non ammissibile nell’ambito dei PIA.
  - (D) In base a quanto stabilito dal decreto MAP del 18.04.2005 e secondo quanto previsto dalle allegate "Note esplicative sulle modalità di calcolo dei parametri dimensionali" si chiede conferma del caso di specie. Innanzitutto le note esplicative identificano quanto segue: " si considerano dipendenti dell'impresa anche i proprietari gestori (imprenditori individuali) ed i soci che svolgono attività regolare nell'impresa e beneficiano di vantaggi finanziari da essa forniti; con riferimento a questi ultimi gli stessi devono percepire un compenso per l'attività svolta diverso da quello di partecipazione agli organi amministrativi della società. Al fine del calcolo in termini di ULA il socio che percepisce tali compensi viene considerato una ULA a meno che il contratto che regola i rapporti tra la società ed il socio stesso specifichi una durata inferiore all'anno (in tal caso si calcola la frazione di ULA)."

Pertanto, nel caso di specie, il socio che svolge in regime di partita iva e mono-committenza l'attività di organizzazione contabile ed amministrativa presso la società dovrebbe essere considerato ULA. Fermo restando che oltre al compenso per tale attività riceve compenso quale amministratore unico. Si chiede conferma per conteggiare l'amministratore come ULA.

(R)
Nel caso prospettato non sussiste alcun vincolo di dipendenza tra il soggetto titolare della partita IVA e l’impresa in questione. Quindi tale caso non concorre alla determinazione del dato ULA.
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