Scheda Avviso Pubblico n. 2/FSE/2019

Immagine associata al documento: Scheda Avviso Pubblico n. 2/FSE/2019 "Offerta Formativa di Istruzione e Formazione Professionale a contrasto della dispersione scolastica e del disagio sociale"

OBIETTIVI
La Regione Puglia, Sezione Formazione Professionale, intende promuovere un'azione specifica e mirata a contrasto della dispersione scolastica sulla base di quanto previsto dal POR Puglia 2014-2020 al Risultato Atteso 10.1 "Riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica e formativa", associando la stessa ad una nuova sfida volta a combattere i fenomeni di disagio giovanile presenti sul territorio regionale che rappresentano il preludio a comportamenti deviati e spesso criminosi.

Per tale ragione lo studio Orsif "Dispersione scolastica e fenomeni connessi: analisi multidimensionali a livello comunale in Puglia", ha una duplice chiave di lettura, da un lato analizza il fenomeno classico della dispersione scolastica a livello comunale, dall'altro evidenzia indicatori di disagio sociale dove è più facile che si sviluppino atteggiamenti illegali e penalmente rilevanti.
Nello specifico, la sfida è agire a livello locale sui territori che presentano le maggiori criticità.

Il dato pugliese maggiormente critico è sicuramente quello riferito ai giovani che abbandonano prematuramente i percorsi di istruzione e formazione professionale: non solo l'abbandono da parte di giovani 18-24enni è aumentato dal 16,9% al 18,7% tra il 2016 e il 2017 (mentre nel Sud Italia è rimasto sostanzialmente stabile), ma l'indicatore è staccato di quasi 5 punti percentuali rispetto al corrispondente nazionale.

La sfida attuale è quella di cercare di avviare politiche che siano quanto più prossime alle reali e differenziate esigenze dei territori. Già nel 2006, il MIUR sul fenomeno affermava: "La discriminazione non è tra regioni del Nord e del Sud ma tra le diverse aree di una stessa regione o tra i vari territori di una metropoli". L'analisi sul fenomeno della dispersione a livello regionale deve essere in grado di catturare le diversità e peculiarità dei sistemi di istruzioni e formazione a livello locale. È opportuno pertanto muoversi da un approccio più tradizionale che considera i fenomeni come un unicum a livello regionale ad uno che permetta di tenere invece in dovuto conto le differenze tra i singoli territori all'interno della regione stessa. Questo è attualmente possibile anche grazie alla recente predisposizione di sistemi informativi statistici da parte dell'ISTAT con disponibilità di dati a livello comunale.

Su questa base concettuale, si è deciso di affidare ad ORSIF l'analisi del fenomeno della dispersione a livello di singolo Comune pugliese per cui i dati attualmente sono disponibili con un buon grado di affidabilità e di aggiornamento.
La selezione degli indicatori così effettuata ha portato alla loro riclassificazione in tre grandi dimensioni:
- dispersione scolastica;
- benessere economico;
- altri fattori di potenziale disagio, possibili cause di comportamenti illegali o socialmente pericolosi.

Alle considerazioni sin qui svolte legate alla dispersione scolastica, pur nella sua sfaccettatura multi-dimensionale e con un'attenzione rivolta anche ai fenomeni ad essa connessi, una volta inserite in un'analisi territoriale, sono state associate a considerazioni inerenti l'efficacia dell'intervento e quindi anche di ordine demografico.

Nello specifico, onde evidenziare non solo la criticità relativa del fenomeno della dispersione scolastica ampiamente intesa e come sintetizzata dall'indicatore composito calcolato, ma anche per rappresentarne la sua dimensione in termini assoluti, è stata considerata anche la popolazione residente in ciascun Comune pugliese.

Secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili (2016), i primi 7 Comuni più popolosi della regione sono tutti Comuni capoluogo di provincia, pertanto si è ritenuto ragionevole attribuire almeno un’azione specifica a contrasto della dispersione scolastica a ciascun Comune capoluogo di provincia, con un particolare attenzione per Bari, capoluogo regionale e con una popolazione pari ad oltre il 160% della popolazione residente nel secondo Comune più popoloso, a cui riservare 2 azioni specifiche, e per la BAT dove Andria ha il più alto tasso di dispersione scolastica rispetto agli altri due capoluoghi di provincia e pertanto sarà beneficiario dell’azione specifica territoriale.

Partendo dalle considerazioni inerenti lo studio ORSIF sopra riassunte, con il presente avviso, considerato che in Puglia sono presenti tassi ancora troppo elevati di dispersione e di abbandono, nonché un costante mismatch di preparazione e capacità da parte dell’offerta di lavoro giovanile rispetto alla domanda ed alla necessità delle imprese si intende prioritariamente perseguire l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica e formativa rafforzando il collegamento tra formazione professionale, istruzione e mondo del lavoro.

La finalità, quindi, dei percorsi di istruzione e formazione professionale che è quello di garantire a tutti gli allievi in uscita dal primo ciclo di istruzione di assolvere all'obbligo di istruzione di cui al comma 622 dell'art.1 della Legge n. 296 del 27/12/2006 (così come modificato dall’articolo 4 bis della legge n. 133 del 6 agosto 2008), e di conseguire alla fine del triennio una qualifica professionale (diritto-dovere di istruzione e formazione professionale), III livello del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF).

La Regione Puglia, per le competenze assegnate in via esclusiva su tale materia (art.17, c.1 lettere a) e b) del Capo III del Dlgs n. 226/2005) intende assicurare i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) in termini di standard minimi a tutti gli utenti. In questa logica si intende uniformare l’offerta formativa regionale al rispetto dei LEP previsti dal DLgs n. 226/2005, al Decreto Legislativo n. 13/2013, agli elementi minimi comuni stabiliti negli Accordi in Conferenza Stato Regioni inerenti le procedure di valutazione ed accertamento dei crediti formativi, le procedure per l’ammissione all’esame finale, il riconoscimento dei “saperi” e delle “competenze professionali”.

In particolare l’Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 19.01.2012, ha individuato n. 22 figure professionali nazionali di “operatore” relative alle qualifiche dei percorsi triennali (qualifica) con definizione dei relativi standard minimi delle competenze tecnico professionali e comuni a tutte le qualifiche. Per favorire il raggiungimento degli obiettivi i percorsi sono così articolati:
- le prime due annualità con presenza di contenuti di base e trasversali
- la terza annualità professionalizzante.

L’intero percorso triennale dovrà prevedere una durata complessiva di 3.230 ore (1110 ore il 1° anno, 1110 il 2° anno, 1010 il 3° anno).

Il percorso formativo dovrà inoltre prevedere:
- il successo formativo conforme alle disposizioni di ogni persona;
- la coscienza di ciascuno circa la propria identità come persona e come cittadino;
- l’agevolazione dell’inserimento nella vita attiva nel rispetto delle singole potenzialità;
- la continuità del processo di formazione lungo tutto il corso della vita;
- l'erogazione delle competenze di base e il loro adeguamento agli assi culturali e alle competenze di base e di quelle chiave di cittadinanza di cui al documento tecnico allegato al Regolamento n. 139/2007 e l'erogazione delle competenze tecnico professionali riferite alla figura/profilo in uscita, al fine di consentire il riconoscimento a livello nazionale dei titoli e delle certificazioni, nonché dei crediti formativi acquisibili;
- la personalizzazione del percorso, per fornire all’allievo, attraverso l'esperienza reale e la riflessione sull'operare responsabile e produttivo, gli strumenti culturali e le competenze professionali per l'inserimento attivo nella società, nel mondo del lavoro e nelle professioni;
- un'apposita azione, da realizzare all'inizio del percorso formativo, con finalità di accoglienza e orientamento informativo coinvolgendo le famiglie;
- un’azione specifica con un modulo di 10 ore per ciascuna delle tre annualità dedicato all’educazione alla legalità tenuto da un giurista esperto in tematiche legate alla giustizia, alla pace sociale, al vivere civile, al rispetto della Costituzione e delle leggi, alla tutela della famiglia e dei diritti umani, alla lotta contro le mafie e contro le nuove forme di sopraffazione, in special modo contro le donne e le diversità;
- assicurare la formazione dei formatori attraverso modalità che valorizzino l’esperienza intrapresa;
- effettuare l’attività di accompagnamento, monitoraggio e valutazione dell’insieme delle attività promosse ai vari livelli (didattico - formativo, organizzativo - gestionale, territoriale) rilevando la percentuale di raggiungimento degli obiettivi indicati e le modalità adottate;
- coinvolgimento del mondo delle imprese che necessitano di determinate professionalità e che desiderano inserire giovani adeguatamente formati e qualificati nelle loro realtà imprenditoriali; al fine di favorire il dialogo e/o raccordo tra formazione e lavoro, accanto ai percorsi formativi possono anche essere previsti specifici interventi di accompagnamento al lavoro, direttamente nelle aziende, che vedranno impegnati allievi, docenti, formatori, al fine di effettuare un proficuo raccordo ed una eventuale occupazione;
- l’inserimento di tre moduli di orientamento agli allievi e alle famiglie in forma congiunta, di almeno 20 ore complessive ad anno, da erogarsi ex ante, in itinere, e nella fase finale dell’attività formativa; (coinvolgimento attivo dei genitori, ove possibile, che comprendano le reali situazioni dei loro figli e del territorio nel quale vivono);
- svolgere un ruolo importante per la promozione di una cittadinanza attiva, della parità di opportunità e della coesione sociale durevole;
- contribuire a sviluppare le capacità, le conoscenze, le abilità e le competenze, in una visione integrale della persona umana, al fine dell’effettiva partecipazione della stessa all’organizzazione economica, sociale e politica del territorio regionale;
- prevedere al termine di ciascun anno formativo un’attività di Sportello della Legalità per complessive 12 ore in cui un esperto in discipline giuridiche e in temi legati alla lotta alla criminalità affronta e si confronta con il singolo allievo (8 ore) e con la relativa famiglia (4 ore) sui principali aspetti dibattuti nel corso dell’anno nelle materie specifiche di inclusione sociale ed educazione civica, con particolare attenzione al rispetto delle leggi e degli altri individui (n. 18 allievi x 12 ore x 3 anni);
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Data Pubblicazione sul portale: 21 Giugno 2019
Fonte: Sezione formazione professionale
Aree Tematiche: Sistema Puglia, Formazione Professionale, Politiche per lo Sviluppo, Dispersione Scolastica
Redazione: Redazione Sistema Puglia
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